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07/01/2018, 10:13



MATERA-2019-APRE-IL-CANTIERE-19-e-20-gennaio-2018


 #menouno



Meno uno è una grande festa di comunità che, a un anno esatto dalla cerimonia d’apertura di Matera 2019, avvierà il conto alla rovescia.Il 19 e 20 gennaio tutti saranno chiamati ad unirsi al cantiere culturale di Matera 2019 collaborando alla costruzione di un’enorme architettura in cartone, ideata dall’artista visivo Olivier Grossetête.Un monumento alla condivisione e alla partecipazione eretto dagli stessi cittadini, di ogni genere ed età. Un’architettura effimera, eretta senza macchinari, ma solo ad opera dei partecipanti, invitati ad assemblare scatole di cartone. Una performance europea con delle similitudini con la tradizione materana, fortemente simbolica per il progetto Matera 2019 e per la città di Matera. La struttura infatti, dopo aver preso vita grazie alla collaborazione dei cittadini, verrà distrutta tutti insieme per permettere il recupero dei materiali destinati al riciclo.La costruzione del monumento comincerà la mattina del 19 gennaio in Piazza Vittorio Veneto e proseguirà fino all’imbrunire. A seguire, alle 19:19, uno spettacolo a sorpresa.Il 20 gennaio, invece, all’ombra dell’imponente struttura, la piazza si trasformerà in un grande palco e presenteremo alla comunità il 50% della produzione culturale del 2019, che sarà realizzata dai project leader della scena creativa lucana selezionati dopo un intenso percorso di build-up iniziato la scorsa estate. L’evento sarà seguito da tutta Italia grazie a Radio2 e Radio3 che saranno presenti durante la giornata. Nel pomeriggio smonteremo tutti insieme la grande architettura per iniziare la fase di riciclo.Anche nella fase di preparazione dell’evento la partecipazione è protagonista: dal 15 al 18 gennaio nella Mediateca Provinciale si svolgeranno i laboratori in cui verranno costruiti i mattoni di cartone necessari a realizzare la grande architettura e vedranno in particolare il coinvolgimento di  studenti delle scuole materane e associazioni del territorio. Nei prossimi giorni pubblicheremo un programma più dettagliato. Il 19 gennaio avviamo un conto alla rovescia che avrà cadenza mensile: ogni 19 del mese realizzeremo un grande evento che fungerà da test per gli appuntamenti del 2019, coinvolgendo tutti i cittadini, residenti e temporanei. (fonte www.matera-basilicata2019.it).

11/07/2017, 11:43



Gezziamoci-2017-con-Matera-Diffusa


 Matera, Martedì 18 Luglio ore 21.00 Antico Convicino, Via San Pietro Caveoso, 18/30 (Sasso Caveoso)



ll "Gezziamoci. Il Jazz Festival di Basilicata" prosegue la sua programmazione che quest’anno festeggia la trentesima edizione. In attesa del programma che vedrà Matera animata dal grande jazz dal 10 al 13 agosto, l’Onyx Jazz Club presenta un programma di concerti in collaborazione con Matera Diffusa.Dal 9 giugno al 29 settembre le dimore diffuse nel cuore dei Sassi di Matera saranno il palco per musicisti lucani e pugliesi, un programma che racconta del territorio con il territorio utilizzando i palchi naturali del sasso materano. Le date si svilupperanno prima, durante e dopo la programmazione estiva del festival Gezziamoci, una rassegna quindi che lo accompagna presentandolo alla città e alla comunità. Farlo in collaborazione con le dimore di Matera Diffusa è l’occasione di fare cultural sharing nel segno di Matera2019, mettendo in collaborazione gli enti culturali con le aziende del luogo in una visione nuova del fare cultura che l’Onyx Jazz Club porta avanti da trent’anni.Il tutto immerso nel meraviglioso mondo del sasso Materano.
PROGRAMMA DEL GEZZIAMOCI CON MATERA DIFFUSA 2017
Matera, Venerdì 9 Giugno ore 21.00Corte San Pietro, Via Bruno Buozzi 97/bTRA MUSICA E PITTURAAngelo Tataranni, chitarra"STUDIO 59. Opere in mostra di Angelo Lamacchia"Matera, Venerdì 23 Giugno ore 21.00Ai Terrazzini, Via D’Addozio, 141 (Sasso Barisano)I GRANDI DEL JAZZPasquale Mega racconta la musica e la vita di CHARLIE PARKER, il genio del sax contraltoMatera, Venerdì 18 Luglio ore 21.00Antico Convicino, Via San Pietro Caveoso, 18/30 (Sasso Caveoso)- Ore 19.00 - The Who, The Beatles, James Taylor, Sonny Rollins, I Pretenders.....la musica che ascoltavamo insieme: Storie e aneddoti in ricordo di Biagio Mattatelli-Ore 21 - EMANUELE SCHIAVONE 4et Emanuele Schiavone - voce Kevin Grieco - chitarra Nicola Andrulli - contrabbasso Graziano Pennetta - batteriaMatera, Venerdì 28 Luglio - partenza ore 18.30Dal Barisano al CaveosoVENERDÌ LETTERARIAD ALTA VOCE, lettura itinerante per Matera DiffusaMatera, Martedì 8 Agosto ore 21.00Le Dimore dell’Idris, Via Madonna dell’Idris (Sasso Cavoeso)T.P.C. TrioGiuseppe Trivigno, piano - Giuseppe Pignatelli, contrabasso - Michele Cantarella, batteriaA seguire jam sessionMatera, Mercoledì 9 Agosto ore 22.30Alle Conche, Via Sette Dolori, 75(Sasso Barisano)T.P.C. TrioGiuseppe Trivigno, piano - Giuseppe Pignatelli, contrabasso - Michele Cantarella, batteriaA seguire jam sessionMatera, Venerdì 8 Settembre ore 21.00Alle Conche, Via Sette Dolori, 75(Sasso Barisano)T.P.C. TrioGiuseppe Trivigno, piano - Giuseppe Pignatelli, contrabasso - Michele Cantarella, batteriaMatera, Venerdì 15 Settembre ore 21.00Antico Convicino, Via San Pietro Caveoso, 18/30 (Sasso Caveoso)AMORE FERMATICostantino Dilillo e Aldo BagnoniMatera, Venerdì 29 Settembre ore 21.00Corte San Pietro, Via Bruno Buozzi 97/bIXOS DUOMarta Gadaleta, voce - Gianni Vancheri, chitarre LA PARTECIPAZIONE è GRATUITAE’ consigliata la prenotazione telefonando alle strutture che ospitano gli eventiNomi e indirizzi delle struttureAi TerrazziniMatera, Via D’Addozio 141Telefono: 0835 680393Mobile: 329 5344368Email: info@aiterrazzini.itAlle ConcheMatera, Via Sette Dolori, 72Tel. 0835.1650657Mob. 338.3622775 / 340.4874902E-mail info@alleconche.comCorte san PietroMatera, Via Bruno Buozzi 97bTel. 0835 310813E-mail. info@cortesanpietro.itLe dimore dell’IdrisMatera, Via Madonna dell’IdrisReception: Tel . 0835.312613Mariangela: 346.2348253dimoredellidris@gmail.comAntico ConvicinoMatera, Via San Pietro Caveoso 18/300835.332669info@anticoconvicino.it ( www.onyxjazzclub.it)
16/06/2017, 16:01



La-festa-della-Madonna-della-Bruna-a-Matera.


 La festa della Madonna della Bruna - festa patronale Matera



Storia della Bruna
Nel periodo del Grande Scisma d’Occidente, l’Arcivescovo di Praga Giovanni Jenstein volle istituire la festa della Visitazione nella sua giurisdizione e propose ad Urbano VI (Papa del 1378 al 1389) di estenderla a tutta la Chiesa, per evitare la sua definitiva divisione. Questo Pontefice, che si chiamava Bartolomeo Prignano e che era già stato vescovo della città di Matera, preparò il decreto nel 1389, che però fu promulgato nel 1390 dal suo successore, Bonifacio IX (1389-1404), stabilendo la data della festa al 2 luglio. A seguito di tale evento, anche la Cattedrale di Matera, in origine intitolata alla Madonna di Matera e poi detta anche dell’Episcopio, fu definitivamente dedicata alla Madonna della Bruna, molto venerata in un affresco bizantino dichiarato "privilegiato" nel 1579 con una "breve" del Papa Gregorio XIII. Le origini della festa sono incerte e si perdono nel tempo, divenendo fantasiose leggende. Una di queste favole racconta che una giovane e sconosciuta signora chiese ad un contadino di farla salire sul suo "tràino" per accompagnarla a Matera. Giunta nel Rione Piccianello si trasformò improvvisamente nella statua della Madonna, chiedendo all’incredulo zappatore :"così, su un carro molto ben addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città" e scomparve misteriosamente. Altrettanto inverosimile è la leggenda sulla distruzione del Carro, riferita ad uno sconosciuto assalto saraceno dal quale i materani lo avrebbero strenuamente difeso, distruggendolo loro stessi, pur di non far cadere le sacre immagini nelle mani di questi infedeli. Gli inserimenti profani come il "carro navalis" e la sua violenta distruzione, affiancatisi col tempo all’intimità e solennità religiosa originaria, fanno di questa festa un evento interessante che affonda le sue radici in antichissime rappresentazioni che si tenevano in molti paesi del mediterraneo. 
Nell’antico Egitto ed in Grecia si svolgevano vere e proprie sfilate su queste "navi su ruote" in occasioni di feste nuziali ed altro. Anche in Italia l’uso di queste macchine da festa è antichissimo. Durante il Rinascimento, infatti, artisti come Leonardo e Brunelleschi si sono dedicati alla preparazione di questi sorprendenti carri trionfali, con rappresentazioni allegoriche, per celebrare sovrani e mecenati. Anche in Europa nel ’600/700 si diffuse l’uso di questi pomposi mezzi sui quali prendevano posto dei musici o degli attori che si esibivano su questi "carrales" (Spagna) ricchi di suggestive scenografie spaziali, ove rappresentavano lavori teatrali, per potersi così facilmente spostare di piazza in piazza, di città in città, con tutta la scena. I carri erano prevalentemente di due tipi: a "vascello" o a "candelone" verticale, riferito al cero votivo, alla torre o al campanile della località. Col tempo questi carri, creati da architetti e realizzati da valenti artigiani, hanno acquistato una raffinata eleganza di forme e volumi tanto da essere utilizzati e voluti dai "potenti" per meglio imprimere la memoria del popolo in particolari e solenni occasioni civili.
L’esposizione di queste scene allegoriche perde via via l’aspetto di festa laica e prende sempre più quella di processione e manifestazione religiosa, come corteo storico dedicato al Santo Patrono nelle feste popolari delle nostre contrade. Per il carro trionfale di Matera, che aveva le statue di legno fino alla metà del 1800 e poi sempre di cartapesta, la scena centraleriprodotta sul Carro della Bruna è ogni anno diversa. Essa è sempre stabilita dal Vescovo e rimanda a parabole e vicende del Vangelo. Si aggiudica l’assegnazione della gara il cartapestaio che meglio raffigura la scena prescelta nella bozza di presentazione, al miglior prezzo. La data di consegna del caratteristico manufatto è quella del 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, quando, di sera, il Carro viene benedetto dal Vescovo ed è esposto alla cittadinanza, che può così ammirarlo con attenzione girandogli intorno, nella sua completezza ed integrità. Il 2 luglio il carro ospita nella torretta a "poppa" la statua della Madonna e sfila da Piccianello fino al Duomo, dove,  deposta la sacra effigie, si dirige verso la piazza centrale.
La festa può così giungere al suo culmine con lo spontaneo ed incontrollabile "straccio", verso le ore 22,30,  sotto gli occhi incuriositi ed increduli di tutta la città.  Insolito ed unico è il rituale della distruzione del Carro Trionfale che ogni anno si ripete, dove ognuno cerca di afferrare una piccola immagine di cartapesta, un frammento, per conservarlo con devozione nella propria casa o nel  luogo di lavoro, per mostrarlo con fierezza agli amici. Come dalla morte e dalla decomposizione della materia rinasce nuova vita, così lo smembramento del carro ricorda analoghi riti, che hanno la loro origine nei millenni di storia, dai sumeri agli egizi, rammentando il rinnovamento della vita dopo la morte, del rito sacrificale e del susseguirsi ciclico delle stagioni, le quali, per favorire la nascita di nuove piante e frutti, riesplodono in nuove gemme primaverili, però solo dopo la spoliazione autunnale e dopo la morte apparente dell’inverno.
La festa della Madonna della Bruna
Dopo la benedizione e l’esposizione del Carro Trionfale nell’ultima settimana di giugno, un altro  momento fisso della festa è quello del 1° luglio. Nella mattinata, i cavalieri si radunano, senza il costume della sfilata, in piazza Duomo o in piazza del Sedile per la benedizione e per la cosiddetta "prova" dei cavalli e cavalieri, che ammontano a novanta.Questa consiste nel verificare la capacità dell’animale e del suo destriero di sopportare la confusione della folla e, nel caso il cavallo s’imbizzarrisse, l’abilità del cavaliere di governarlo a dovere. Agli amanti di questa prova, non è certo sfuggito il nervosismo che si impadronisce dei cavalli, i quali scalpitano frementi con i loro zoccoli sul lastricato scivoloso del percorso. Bellissimi esemplari, pettinati e spazzolati, si esibiscono alla folla che li osserva con curiosità e timore.
I Cavalieri della Bruna
Il Cavaliere della Madonna della Bruna è sempre stato un ruolo svolto con devozione e fierezza. Espressione del vicinato, il Cavaliere rappresenta uno dei tre aspetti della festa.Il primo è quello sacro rappresentato dalla Madonna, il secondo è il carro trionfale che la ospita durante il percorso ed il terzo è il Cavaliere che la scorta.  Sono circa novanta e non hanno una uniforme, ma un costume da sfilata con decori e colori a piacere, nel quale non deve mancare la corazza, l’elmo, il mantello, l’asta su cui sventola una bandiera con una croce.L’elmo e la corazza sono realizzati con maestria da rari artigiani e non sono riferibili, come stile, ad un’epoca precisa, né ad un esercito particolare.La figura del trombettiere è molto popolare e riscuote molta simpatia nella gente durante la sfilata. La sua tromba si sente da lontano mentre chiama a raccolta i Cavalieri o quando, a richiesta, esegue le note della carica ripetutamente. Qualcuno li associa ai Crociati, paladini della cristianità, ma non rappresentano una vera e propria guardia di difesa, sono, invece, un ornamento, una esibizione in pompa magna, una cornice barocca, come tutta la festa.Lo spettacolo variopinto dei Cavalieri durante la sfilata è il risultato di un lungo ed accurato lavoro di sorelle e fidanzate, di mamme e mogli, impegnate a creare, con abilità e fantasia, il ricamo sul mantello di velluto o di raso. L’aspetto dei cavalli di oggi aggiunge eleganza ed armonia al Cavaliere, a differenza delle giumente o dei rozzi cavalli da tiro di qualche decennio fa. Il nobile animale rappresenta il contatto perenne fra l’uomo ed il suo lavoro, fra il contadino e la campagna, anche se va ricordato che a Matera è stato il mulo il mezzo di trasporto e di lavoro più utilizzato.  Il tema dei disegni rappresentati sui mantelli svolazzanti è libero, ma si richiama all’immagine della Madonna, di una colomba, di una croce, di una stella o di un angelo.  In occasione della festa, questi instancabili animali vengono addobbati con appositi guarnimenti ed hanno un compito solo apparentemente marginale, ma molto, molto importante: trainare il carro con la Madonna, quasi per riconoscere e ricambiare il loro valido contributo offerto ogni giorno durante il duro lavoro nei campi. ( fonte www.sassiweb.it)


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Hotel Antico Convicino Rooms & Suites
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Phone: +39 0835 332669 
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