Collocate al primo piano e si affacciano nella corte nel vicinato, con ingresso indipendente.
Offrono vista panoramica e scorci sui Sassi di Matera. Le camere sono sapientemente arredate con materiali di pregio e ristrutturate con design ricavate da vecchie abitazioni.
Ideali per viaggi di coppie o famiglie con più di 2 componenti.
Indirizzo
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Via San Pietro Caveoso, 16/30 - Matera (MT)
cin: IT077014B402026001
info@anticoconvicino.it
+39 0835 332669

MURGIA MATERANA: L'ESCLUSIVITA' DELLA NATURA


Nel cuore della Murgia Materana, la natura incontra la storia dell'uomo. Il Centro Visite introduce a un percorso esclusivo tra sentieri, chiese rupestri e scenari unici sui Sassi di Matera.

Dal 25 novembre 2023, si apre al pubblico nella chiesa della Madonna del Carmine – Palazzo Lanfranchi, l’installazione permanente dell’ artista Tomás Saraceno, giunto a Matera con un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019 in collaborazione con il Museo nazionale di Matera.
I ripetuti soggiorni di Saraceno a Matera, iniziati nove anni fa e culminati nel luglio 2022 con la visita al Museo nazionale di Matera e alla chiesa della Madonna del Carmine – situata all’interno del Museo di Palazzo Lanfranchi – hanno favorito l’ispirazione che ha portato alla creazione di Life(s) of Webs, arachnophobias, arachnophilias, and other stories.
MATERA CAPITALE MEDITERRANEA DELLA CULTURA E DEL DIALOGO 2026
MATERA 2026 RINNOVA LA SUA VOCAZIONE DI PONTE TRA POPOLI E CULTURE DEL MEDITERRANEO. UN PERCORSO CONDIVISO DI ARTE, CONOSCENZA E INNOVAZIONE CHE RIAFFERMA IL RUOLO DELLA CITTA' COME SIMBOLO UNIVERSALE DI RINASCITA E APERTURA. VENERDI' 20 MARZO 2026 CERIMONIA DI APERTURA.


GIORNATE FAI A MATERA: UN PATRIMONIO DA VIVERE, UN'ESPERIENZA DA RICORDARE
SCOPRI IL PATRIMONIO AUTENTICO CON IL FASCINO ESCLUSIVO DEI LUOGHI PIU' SUGGESTIVI DI MATERA. UN PERCORSO ORGANIZZATO DAL FAI, PER UN'ESPERIENZA INDIMENTICABILE NEL CUORE DEI SASSI.


Il percorso espositivo dedicato alla Balena Giuliana si compone di quattro sale. La prima è dedicata alla scoperta del fossile e alle fasi del difficile recupero. Dopo lo scavo, completato nel 2011, i resti dell’animale furono consolidati, frazionati in blocchi, protetti con camicie di gesso e collocati all’interno di casse lignee costruite su misura e protette da un imballaggio di argilla espansa e schiuma di poliuretano. Tutte le casse furono trasportate presso la sede materana dell’allora Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata dove rimasero fino al 2013 quando vennero trasferite al Museo Archeologico nazionale “D. Ridola” di Matera.

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